Lʼinformatica in guerra!

Macchina Enigma

Ovvero si combatte a suon di dati…

Il dato, l’informazione, il bisogno di archiviare, conservare, codificare, memorizzare, attività, cifre, numeri, in fondo sempre numeri, benedetta matematica! 

L’altra faccia della medaglia: chi i tuoi dati li vuole, li deve avere, spionaggio industriale o bellico, da sempre si contrappone a chi “conserva”e a chi cerca di “appropriarsi“. L’informazione è basica in ogni relazione, contrapposta, o in divenire, per motivi di mercato, spionaggio o appunto bellici. Sapere in anticipo le mosse, le ”forze” in campo dell’avversario, è fondamentale. Quindi è prioritario proteggere “i dati”. Nessuno ci pensa, o pochi ne anticipano il valore, utilizzare strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, lasciare che chiunque possa “giocare” con i tuoi dati, oggi forse più di ieri, non solo è folle, ma pure pericoloso! 

Anticipare le mosse del “nemico”

Chiunque abbia un po’ di conoscenza storico militare, ne ha la percezione, in questo breve narrare, voglio parlarvi di una macchina che si può inserire nell’ampio spettro della tecnologia al servizio dell’informatica.

La macchina “Enigma”

1918.  La carneficina della grande guerra si è appena conclusa e i tedeschi ne sono usciti sconfitti, ma la ricerca e la tecnologia, proseguono comunque e si inventano Enigma:

“…era una macchina a cifrazione simmetrica basata sul cilindro di Jefferson. Simmetrica vuol dire che ogni lettera viene criptata in un’altra in una posizione e quest’altra lettera viene criptata nella lettera originaria nella posizione originaria.”

Utilizzata dai Tedeschi, durante il secondo conflitto mondiale, fu motivo di informatizzazione dell’esercito tedesco, appunto con la realizzazione di macchine per la cifrazione dei messaggi. In pratica i messaggi cifrati dovevano in qualche modo essere protetti da intercettazioni nemiche camuffandoli con delle macchine come l’Enigma. Il dato della simmetria era un vantaggio per la costruzione della macchina ma uno svantaggio per la sicurezza delle trasmissioni che all’insaputa dei tedeschi vennero quasi completamente decriptate. Infatti, già nel 1940 un gruppo di scienziati polacchi era riuscito a decifrare il sistema di Enigma contemporaneamente al servizio crittografico inglese che con l’ausilio di Alan Turing sfruttando le debolezze della macchina e la struttura ipotizzata dagli scienziati polacchi. Nonostante fosse stata modificata e potenziata nell’arco del suo periodo di utilizzo, un nutrito gruppo di esperti riuscì a violarla dopo essersi impegnato a lungo con questo intento. I primi a decifrarla nel 1932 furono un gruppo di matematici polacchi: Marian Rejewski, Jerzy Różycki e Henryk Zygalski. Il loro lavoro ha permesso di ottenere ulteriori informazioni sulla sempre più aggiornata macchina dei tedeschi “Enigma”, prima in Polonia e, dopo lo scoppio della guerra, anche in Francia e Gran Bretagna. La decrittazione dei messaggi cifrati con Enigma fornì per quasi tutta la seconda guerra mondiale importantissime informazioni alle forze alleate. L’unica difficoltà era il cambiamento, ogni 24 ore, della chiave di decriptazione. La macchina Enigma aveva l’aspetto di una macchina per scrivere con due tastiere: la prima, inferiore, e la seconda nella quale i tasti erano sostituiti da lettere luminose che si accendevano ogni qualvolta venisse premuto un tasto sulla tastiera effettiva; la sequenza delle lettere che si illuminavano dava il messaggio cifrato (o quello in chiaro, se si batteva il testo cifrato). Per comprendere l’importanza di salvaguardare i propri “dati”, come abbiamo deciso per convenzione di chiamare quella “biblioteca” che riguarda il nostro interagire , trovo utile una breve descrizione di cosa sia la crittografia.

La crittografia è la tecnica con cui, mediante una chiave nota soltanto ai due interlocutori, si può rendere illeggibile il messaggio tranne che agli interlocutori stessi.

La crittografia è nota fin dall’antichità, si è sviluppata, nel corso del tempo, soprattutto in campo militare, basandosi generalmente su algoritmi matematici. Il messaggio si chiama testo in chiaro, il criterio di rimescolamento è l’algoritmo di cifratura che genera la chiave io risultato si chiama testo cifrato. Questa forma di crittografia si chiama simmetrica, perché i due interlocutori usano la stessa chiave per cifrare e decifrare il messaggio. È evidente che la sicurezza di questo sistema dipende da due fattori: la complessità dell’algoritmo di cifratura e la segretezza della chiave. “Non pretendo di essere stato esaustivo, tanto meno enciclopedico, non è lo scopo di questi miei interventi, mi piacerebbe però che chi lavora, o anche solo interagisce con piattaforme digitali o come si ama chiamarla adesso” la rete”, o chi ha necessità di gestire dati, informazioni, a volte vitali e necessarie per la propria attività, o anche la semplice archiviazione di personali momenti in digitale, avesse ben chiaro l’importanza di salvaguardare i propri dati, sia da eventuali danni “elettro meccanici” che dagli “occhi indiscreti” e le “mani rapaci” di “ladri”, che in fondo ambiscono come in ogni conflitto a impossessarsi della nostra vita e della nostra “conoscenza”. La Storia come quella della macchina Enigma, dovrebbero insegnarci che nulla è inviolabile, nulla è eterno, indistruttibile, nelle manifatture umane, e che essere a conoscenza delle mosse dell’“avversario” può cambiare la sorte e farci sedere dalla parte dei vincitori o degli sconfitti. L’Archivio cartaceo o “ virtuale”, necessita di una cura e di una lungimiranza, nel proteggerlo, che nonostante l’illusione di vivere “nel futuro” sembra mancare ai più, il perché di questa non consapevolezza, di questo sottovalutare il rischio, rimane per me, un quotidiano incomprensibile Enigma. Affidasi quindi a menti e mane esperte, a “gente del mestiere”, come gli Alleati fecero, grazie ai matematici Polacchi, può davvero fare la differenza, pensiamoci, a volte la Storia può essere come dovrebbe Maestra di Vita. E la Storia continua…

Davide Bernardi
Logistic Specialist
Responsabile gestione Servizi di logistica IT e appassionato di storia.

crittografia, informatica militare, militare

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