Expo di Dubai 2020

Expo 2020

Come promesso nell’edizione precendente, sarà mia premura oggi introdurvi a questo primo grande evento mondiale di cui vi vorrei raccontare, ovvero l’Expo di Dubai 2020.

Appuntamento nodale per tutte quelle imprese che fanno dell’innovazione, della progettualià, della tecnologia e della vision del futuro, il loro vero punto di partenza e di forza.

Per quanto attiene alla natura dell’evento, sicuramente, non certo bisogno di particolari introduzioni se non che le opportunità economiche e finanziarie per chi si farà trovare pronto saranno veramente interessanti.

E questo in particolare per una pluralità di motivi, sia di natura economica sia di natura geografica.

Dubai, nota soprattutto per il famoso aeroporto che si propone da anni come mega hub internazionale, è in realtà una metropoli poliedrica e sufficientemente multiculturale, dato che qui sono confluiti gli investimenti dei più grandi gruppi finanziari e delle multinazionali di tutto il mondo, sia del mondo occidentale che di quello del profondo est (Cina, Russia, ecc.).

Il governo di Dubai sorretto dagli Emiri regnanti, ha saputo sopperire all’aridità del deserto con la costruzione di un vero e proprio Paradiso Moderno, fatto di isole artificiali in mezzo all’oceano dove svettano imponenti grattacieli e Hotels ultra lussuosi.

Ma, cosa forse più importante, hanno saputo intrecciare in tutto il mondo, e quindi anche da noi qui in Italia, particolari relazioni economiche e finanziare atte ad agevolare le imprese nella loro via di internazionalizzazione verso questo “nuovo mondo”.

Esistono players specializzati ed esclusivi, quali studi Legali internazionali o Advisors, che , grazie allo stretto ed irrituale rapporto che posseggono con i principi Emiratini, possono consentire alle nostre imprese di partecipare non solo a questo particolare evento, ma anche di poter far parte della vita economica di questo Paese in pianta stabile.

Requisiti primari ed essenziali sono in via diretta quelli di “volere fare o produrre su quel suolo”, ovvero essere in grado di poter aprire una catena produttiva della propria attività, piccola o grande che sia, in Dubai; in secondo luogo la scelta ponderata di portare il proprio logo o il proprio prodotto in un mercato nuovo, dove l’incognita della riuscita economica pesa in modo determinante. 

Ecco quindi che affidarsi a chi questo mestiere lo fa di professione, nonché di tutto quanto concerne legislazione e burocrazia, è cosa essenziale. Inoltre, per chi meglio saprà proporsi, è possibile, ovviamente con limitazioni derivanti dalla legislazione in loco, accedere ad una speciale area di Dubai denominata Free Zone, il paradiso nel paradiso, ma solo di carattere economico; poiché le fortunate aziende che vi accederanno potranno contare su di una tassazione veramente bassa o comunque così favorevole, da poter permettere loro di effettuare ipotetici margini di utili reali di notevole entità.

Nel prossimo appuntamento, approfondirò con Voi, grazie al supporto di chi questo lavoro lo fa seriamente, le tematiche relative ai vantaggi finanziari ed economici che le nostre aziende potrebbero ottenere e sfruttare; intanto vi lascio in compagnia della descrizione delle immense opere che Dubai è in procinto di definire in vista di questo evento, tra le quali, per opportunità di spazi, non esplicheremo costruzioni che nella logica del Governo Emiratino diverranno veri e propri simboli da evidenziare nel mondo, come: La Torre di Calatrava, La Città di Aladino, The Frame, Mall of The World, The  Guggenheim (museo ma sito ad Abu Dhabi), The Health City, South Dubai, The Hyperloop train. 

Expo 2020, i megaprogetti che sconvolgeranno Dubai

L’obiettivo dichiarato degli emiri di Dubai è di concludere i cantieri dell’Esposizione universale 2020 con un anno di anticipo. Il traguardo è fissato all’ottobre del 2019, così gli emiratini avranno dodici mesi di tempo per le finiture. 

Il sito è ancora una spianata nel deserto, ma due giorni fa il comitato organizzatore ha comunicato che entro la fine dell’anno assegnerà 47 contratti per la costruzione di Expo. Valore complessivo: 3 miliardi di dollari. Finora l’unico appalto di peso assegnato è quello per la rete di infrastrutture sotterranee, come tubature dell’acqua, fibra ottica, elettricità, vinto dalla joint venture tra gli egiziani di Orascom e i belgi di Besix, per 544 milioni di dollari. Tuttavia il sito di Expo è solo uno dei mega-progetti che Dubai e i vicini di casa degli Emirati arabi uniti intendono consegnare entro il 2020: un treno hyperloop, un aeroporto da 160 milioni di passeggeri l’anno, il futuro grattacielo più alto del mondo, solo per citarne alcuni. È lungo il catalogo faraonico di costruzioni avveniristiche e roboanti, come la città di Aladino, che hanno come traguardo l’inaugurazione di Expo. 

Una veduta di Masdar CityNegli scorsi decenni gli emiri sono stati capaci di coprire di cemento il deserto in poco tempo. Tuttavia l’ultimo piano ciclopico, quello di Masdar City, la città “emissioni zero” che si alimenta della sola energia del sole, è in ritardo e la conclusione dei lavori, fissata allo scorso anno, è slittata al 2030. 

“A Dubai si contano 400 progetti di energia verde per un controvalore di 64 miliardi di dollari – spiega Gianpaolo Bruno, direttore dell’ufficio di Dubai dell’Istituto per il commercio estero -. Di questi 160 valgono più di 100 milioni di dollari”.

Sito Expo

Il padiglione della sostenibilità a Expo Dubai 2020  – L’Esposizione universale di Dubai 2020 si intitola Connecting minds, creating the future (Connetterre le menti, creare il futuro) ed è la prima che si svolge in Medioriente. 

Gli emiri si attendono 25 milioni di visitatori dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021, di cui il 70% dall’estero. Cantieri, gestione del sito e indotto genereranno 277mila posti di lavoro, il 40% dei quali nel turismo, e il Fondo monetario internazionale stima un aumento del Pil degli Emirati nell’ordine del 2%-3%. 

Il sito costerà 8 miliardi di euro e dopo l’Expo sarà trasformato in università e centro di ricerca. Una metropolitana sotterranea collegherà i padiglioni. Il villaggio dei delegati sarà una cittadella con tremila appartamenti, 1.500 stanze di albergo e undici parcheggi

L’aeroporto Al Maktoum 

Abu Dhabi e Dubai distano circa un’ora e mezza di strada l’una dall’altra. Tuttavia gli emiri hanno deciso di investire sull’aeroporto Al Maktoum di Dubai, che sorge a fianco del sito di Expo, e farne uno scalo internazionale. I lavori si articoleranno in due fasi e costeranno 32 miliardi di dollari. Il Dubai World Central avrà cinque piste da 4,5 chilometri l’una. Le previsioni per la prima fare sono di 120 milioni di passeggeri l’anno, poco meno dell‘intero traffico degli scali italiani nel 2016 (dato Assaeroporti). 

Al termine lo scalo potrà contenere fino a 240 milioni di passeggeri. Il progetto è così ambizioso che Sace, la compagnia pubblica che assicura le commesse italiane all’estero, ha aperto una linea da un miliardo di euro. 

La statunitense Lane, controllata dalla romana Salini Impregilo, si è già assicurata l’appalto per la recinzione.

Nicola Degiovannini
General Executive Manager & Business Marketing Analyst

Laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali indirizzo economico, 12 masters, 5 lingue fluentemente parlate, docente specializzato per manager, lo rendono il miglior consulente strategico.

Esposizione universale 2020, Expo Dubai

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