BitCoin: P2P

Bitcoin

Con il raggiungimento di un’ampia popolarità a livello internazionale, i Bitcoin sono finiti alla sbarra. Molti osservatori della Rete si sono pronunciati per un verso o per l’altro su questo protagonista assoluto del P2P. 

Bitcoin ha anche qualche avversario in giro per il mondo. La Banca centrale di Pechino ha vietato agli istituti di credito di garantire investimenti in Bitcoin o di investire in qualunque cosa abbia a che vedere con questa valuta, a causa dei rischi. Non ha però esteso questo divieto ai privati. Ha però recentemente minacciato di chiudere tutti gli Exchange presenti sul territorio nazionale.

La notizia forse più sorprendente, è che il più grande wallet di Bitcoin del mondo è … l’FBI. 

Grazie ai suoi sequestri conserva decine di milioni di dollari in valuta virtuale, una cifra così importante che sono preoccupati dallo scambiarli sul mercato. Un’uscita così massiva di moneta, infatti, avrebbe degli effetti deflattivi sulla quotazione, finendo paradossalmente per danneggiare l’intenzione della polizia federale americana di convertire in denaro questi sequestri, come prevede la legge americana, per il proprio autofinanziamento. Così dovranno trovare il modo di scambiarli poco alla volta, utilizzando diversi sistemi contemporaneamente.

Eppure, nonostante tutte queste perplessità e controversie, l’esempio di Bitcoin comincia a generare altre idee basate sulla medesima sequenza tecnologica: un protocollo P2P, basato su crittografia, che sia anche remunerativo per chi voglia costruire questo network e utilizzi una moneta virtuale per scambiarsi beni. Un esempio clamoroso è Bitcloud, il tentativo di spostare tutti i servizi diventati famosi sulla Rete (videosharing, cloud, social network) in un network decentralizzato.

In fondo, è tuttora valida una vecchia definizione di Bitcoin: «Bitcoin è come Internet, ma per soldi».

• Quanti euro vale un Bitcoin?

Nel momento in cui pubblichiamo queste righe, un Bitcoin vale 3.700 euro, ma in realtà con questa moneta è impossibile pensare a una quotazione stabile. Per due ragioni: è molto nuova e instabile, e si basa sullo scambio di utenti, senza alcuna regolazione. Ogni volta che qualcuno intende comprare un Bitcoin scambiandolo con lavoro o un bene decide autonomamente il suo valore.

• Dove è possibile acquistare Bitcoin?

Se non si intende acquisire Bitcoin facendo mining, il modo più semplice è utilizzare del proprio denaro tradizionale nelle piattaforme di scambio tipo The Rock Trading (https://therocktrading.com/). Un salto su BitBoat, inventato dallo studente Thomas Bertani, vale più di mille parole.

• Bitcoin è una buona opportunità di investimento?

A questa domanda è impossibile rispondere in poche righe. Probabilmente il Bitcoin è la peggiore forma di risparmio e la più innovativa forma di investimento. È uno strumento nuovo, nuovissimo e sperimentale. Affidargli i propri risparmi è decisamente sconsigliato. Un mio consiglio personale, non investite più del 3% del vostro portafoglio di trading.

• I Bitcoin sono infiniti?

No. L’ideatore del Bitcoin ha previsto che la sua circolazione sia limitata a priori. Il motivo è complesso, ma può essere così riassunto: essendo molto inflattiva, se gli utenti non conoscessero già la sua circolazione massima (prevista in 21 milioni di esemplari), potrebbe essere usata per scopi speculativi da un ente centrale. Il sistema prevede che ogni 4 anni si dimezzi la creazione di nuovi Bitcoin. Nel 2013 erano già la metà della quantità massima e a fine 2017 si toccheranno i 3/4 di questi 21 milioni. Ovviamente questo determinerà una deflazione della moneta: il suo valore reale aumenterà in modo spropositato, mentre quello di scambio si avvicinerà tendenzialmente allo zero, dato che sarà sempre più difficile possederla. La scarsità sarà però compensata con la sua divisibilità fino all’ottava cifra decimale.

In Italia sta nascendo la Bitcoin Italian Foundation, associazione che intende promuovere l’uso consapevole delle crittovalute. Una notizia che mostra come questa realtà dell’economia della Rete sia ormai seria e complessa e meriti di essere approfondita.

Bitcoin: dalla cassaforte alla password

I Bitcoin, così come ogni altra moneta, vanno protetti gelosamente poiché rappresentano un bene al quale è affidato un valore nominale. La differenza principale rispetto alle monete reali è nell’assenza di un valore intrinseco (elemento contro il quale si è scagliato per primo Alan Greenspan, ex-presidente della Banca Centrale USA), ossia in un costo reale di produzione della moneta stessa. La qual cosa ha implicazioni teoriche sul sistema e sulle sue possibili evoluzioni, ma in realtà sono valutazioni più filosofiche che economiche.

Il valore nominale, in ogni caso, c’è, in forte crescita. Tale valore è determinato dall’incontro tra domanda e offerta, stabilito momento per momento dagli stessi utilizzatori. Una volta acquisito un valore, occorre pertanto tutelarlo affinché nessun altro possa appropriarsene per spenderlo in modo arbitrario. Siccome in questo caso si tratta di moneta virtuale, la tutela va affidata a sistemi di sicurezza che sono essenzialmente diversi da caveau, casseforti e nascondigli: tutto si sposta nel virtuale, tra password e crittografia.

Queste, pertanto, alcune delle precauzioni che Bitcoin.org suggerisce per una protezione basilare dei propri Bitcoin:

• Fai il backup di tutto il tuo portafoglio

«Il tuo portafoglio contiene molte chiavi private per ricevere lo scambio delle tue transazioni in modo tale da proteggere la tua privacy. Se hai solo un backup delle tue chiavi private per i tuoi indirizzi Bitcoin visibili, si potrebbe non essere in grado di recuperare gran parte dei tuoi fondi con il tuo backup»;

• Cripta i backup online

«Qualunque backup conservato online corre il rischio di essere rubato. Poiché qualunque computer può essere vulnerabile a software maligno se connesso ad Internet, risulta allora buona pratica criptare qualunque backup che sia esposto alla Rete»;

• Utilizza diversi luoghi sicuri

«Conservare un backup in un unico posto non è il massimo. Se disponi di più copie di backup, conservate in diversi luoghi, allora le probabilità che un qualunque sfortunato evento ti impedisca di recuperare il tuo portafoglio sono davvero basse. Potresti conservare i tuoi backup su chiavette USB, su CD o in documenti»;

• Esegui dei backup periodicamente

«I backup del tuo portafoglio dovrebbero essere eseguiti con una certa regolarità, così da essere sicuri che contengano le variazioni più recenti ai tuoi indirizzi Bitcoin nonché gli indirizzi che hai creato da poco. Comunque, tutte le applicazioni utilizzeranno a breve dei portafogli per i quali sarà richiesto di fare un backup una sola volta»;

• Non dimenticare mai la tua password

«Assicurati di non dimenticare mai la tua password perché altrimenti i tuoi risparmi andranno irrimediabilmente perduti. Diversamente dalla tua banca, con Bitcoin non ci sono modi per recuperare una password. Infatti, dovresti essere in grado di ricordare la tua password anche dopo molti anni di inutilizzo. Nel dubbio, potresti voler conservare una copia cartacea della tua password in un posto sicuro come una cassaforte»;

• Utilizza una password complessa

«Ogni password costituita da sole lettere o parole riconoscibili può essere considerata molto debole e facile da scoprire. Una password sicura deve contenere lettere, numeri, punteggiature e deve essere lunga almeno 16 caratteri. Tutto questo però non dovrebbe impedirti di ricordarla»;

• Un portafoglio offline per conservare i risparmi

«Un portafoglio offline, noto anche come cold storage, fornisce il più alto livello di sicurezza per i risparmi. Questo sistema implica il salvataggio di un portafoglio in un posto sicuro non connesso alla rete. Quando realizzato propriamente, può offrire un’ottima protezione contro alcune vulnerabilità del computer. Anche usare un portafoglio offline insieme con i backup e la crittografia è una buona pratica».

Infine, un consiglio impossibile da ignorare: se i Bitcoin sono un valore, allora vanno considerati alla stregua di qualsiasi altro investimento o somma di denaro in possesso. In caso di decesso, chi potrà aver accesso ad una moneta la cui intera natura è nascosta dietro una password?

I bitcoin potrebbero andar perduti per sempre se non si ha un piano di riserva. Perciò, in caso nessuno conosca il posto dove qualcuno ha conservato il portafoglio o la password non c’è nessuna speranza che questo patrimonio verrà mai recuperato.

Soluzione? Basterà aggiungere l’indicazione dell’apposita password all’interno del proprio testamento, per racchiudere in una busta i propri risparmi virtuali ad uso e consumo della propria discendenza.

 
Paolo Sammarchi
Financial Manager DNA SERVIZI INFORMATICI SRL  
Laurea in economia e finanza si occupa con grande passione di mercati finanziari, trading, credito finanziario e planning di start-up.

BitCoin, crittovalute, moneta virtuale

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